• La chirurgia dermatologica con il laser CO2

    La chirurgia dermatologica con il laser CO2

    Per affrontare e risolvere chirurgicamente l’asportazione di un neo dalla superficie del nostro corpo con il Laser CO2 vi sono tre metodiche:
    – l’exeresi con scollamento e sutura
    – l’exeresi senza sutura
    – la vaporizzazione
    La scelta dell’uno o dell’altro metodo non è casuale ma obbligatoriamente una conseguenza delle caratteristiche del neo. Parametri che sono rappresentati innanzitutto dall’esame obbiettivo, dalla istologia nota o presunta, dalla profondità e dall’estensione, dalla zona del corpo nella quale sono ubicati. Una volta analizzati questi parametri e scelta quindi la metodica più corretta il risultato sia intra-operatorio, sia post-operatorio, sia estetico è di gran lunga superiore a quello ottenuto con le metodiche tradizionali e con gli strumenti usuali.
    Facciamo un esempio, dal più semplice: il caso di un paziente portatore di verruche plantari, al più complesso: il caso di un soggetto con la presenza di un sospetto melanoma.
    Il primo paziente verrà trattato con Laser a CO2 a superimpulsi in anestesia locale mediante la metodica di vaporizzazione della lesione. Si procede a passaggi successivi sulla lesione e ad ogni passaggio si disintegra uno strato sottile e preciso di verruca. Si arriva così, senza sangue e senza traumatizzare la zona, a eliminare sino all’ultima cellula virale rispettando però la matrice germinativa dell’epidermide che nel giro di una settimana ricoprirà tutta la zona senza dolore e senza cicatrice.
    Al secondo paziente verrà praticata, invece, la metodica della exeresi con scollamento e sutura. In anestesia locale si procederà all’asportazione profonda con Laser CO2 a superimpulsi usato in modo concentrato come se fosse una sottilissima lama da bisturi. Si asporta così il neo sospetto in toto per inviarlo all’esame istologico. Il vantaggio nell’uso del Laser è che il raggio che “apre la cute” attorno al neo sospetto, non traumatizza nè la cute che rimane, nè il pezzo da far esaminare, inoltre sigilla istantaneamente i vasellini sia arteriosi, sia venosi e sia linfatici, quindi non solo non vi sarà sanguinamento, ma nemmeno il rischio che se il neo è maligno durante l’intervento vengano “spremute” metastasi maligne in circolo. Anche in questo caso, il risultato della cicatrice è notevolmente migliore di quello ottenuto con gli strumenti tradizionali, proprio in virtù del fatto che con il Laser non vi è sanguinamento, non vi è trauma dei tessuti, non vi è edema, non vi sono neppure complicanze post-operatorie, e nel caso il neo non sia maligno è un ulteriore vantaggio per il paziente.
    In tutti gli altri casi, invece, si usa la tecnica delle exeresi senza sutura che consente al medico di prelevare il neo per fare eseguire l’esame istologico e nello stesso tempo ottenere un risultato estetico sorprendente.
    Grazie al Laser, quando siamo di fronte a nei sul volto, sul collo, sul torace e sul dorso, zone queste particolarmente delicate e soggette a cicatrizzazioni antiestetiche, l’uso del Laser associato alle metodiche messe a punto dall’AISAL ( Associazione Italiana Studi e Applicazioni Laser ) sono scelte obbligate.
    Lo stesso discorso vale per i nei flammei ( angiomi piani ), cicatrici post-acne e rughe del volto. Grazie alla tecnica di fotopeeling si ottiene l’eliminazione della pelle alterata sino agli strati più profondi, e la stimolazione alla ricrescita di una pelle nuova, soffice, assolutamente fisiologica. Tale risultato è in assoluto il migliore ottenibile rispetto qualunque altra tecnica attualmente in uso in chirurgia plastica.

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